CINA! CERCASI CORIANDOLO DISPERATAMENTE!

Bird view at Shanghai China.

Shanghai vista dall’alto

Sono stato, nelle ultime due settimane, in viaggio in Cina, insieme a mia moglie, percorrendo questo vasto continente in lungo e in largo, con spostamenti tra Pechino, Xi’an, Guilin e le “colline di Avatar”, fino a Shanghai. E’ stato uno splendido percorso, di conoscenza ed esperienza, e, cosa non da poco, affrontato con la splendida compagnia di altre coppie di coniugi, provenienti da ogni parte d’Italia, dalla Toscana a Bari, da Asti a Bologna, a Roma, a Torino. Il viaggio, si sa, rende complici, e dopo qualche giorno eravamo una allegra ed affiatata armata Brancaleone allo sbaraglio, come amici da una vita, anche se ci eravamo conosciuti in loco e solo in questa occasione.

Tian Tan Buddha Statue at Polin monastery, Ngong Ping Lantau isl

Tian tan statua Buddha, al monastero di Polin, isola di Ngong Ping Lantau, Hong Kong

Ebbene, due fondamentalmente sono i luoghi comuni da sfatare subito nei confronti dei cinesi:

1) non è vero il fatto, immaginato da noi in occidente, che i caratteri somatici di questa particolare e numerosissima etnia gialla siano uguali per tutti, cioè che i cinesi siano identici e indistinguibili tra loro. In realtà sono perfettamente uguali a tutti gli altri, nel senso che se ne trovano di magri, grassi, alti, bassi, belli e perfino brutti.

2) il secondo punto, più complicato e forse controverso, riguarda la nostra convinzione di aver a che fare, in fondo, con un popolo ancora ai margini della civiltà di tipo occidentale, abbarbicato ad atavici comportamenti, con uno stato sociale primitivo, dedito esclusivamente a tipologie di lavori da sfruttamento, sotto scantinati maleodoranti, in cinquanta tra spazi angusti, a realizzare per pochi miseri soldi paccottiglie di oggetti da vendersi a basso prezzo alle nostre nobili latitudini. Quale granchio colossale prende colui che immagina e crede sia davvero così!

La Cina, oggi, è una immensa realtà positiva, in rapidissima evoluzione, con un p.i.l. che galoppa a doppia cifra, con città immense e modernissime, attrezzate e pulite, nelle quali non solo non si trova, a pagarla, una cartaccia per terra, ma, neppure se lo cercate a peso d’oro, un francobollo, ma che dico?, un coriandolo, misero, miserrimo, anche solo, solitario, a pagarlo una cifra eccezionalmente alta. Sì, signori italiani, se cercate disperatamente un coriandolo sperso, in Cina, difficilmente vi riuscirà di accaparrarvene uno sparuto esemplare. In tutte le città, dalla capitale alle città più interne e sperdute, la cura maniacale per la cosa pubblica è palese, con distese di aiuole fiorite, spartitraffico alberati per chilometri, strade perfettamente lisce e asfaltate, con un arredo urbano da urlo.

Aerial View of Shanghai overpass at Night

Shanghai by night

Ah, le buche di Roma, le scassatissime strade italiane, le orribili scritte da graffitaro deficiente che deturpano i nostri centri storici, i nostri bus, i nostri treni, i nostri monumenti, qui, in Cina, erano un incubo dimenticato. Un popolo che non rispetta se stesso, che non ha la cura necessaria per le cose di tutti, non solo perde il treno per il futuro, ma ha abiurato il suo passato, la propria memoria, la tradizione che ne ha permesso l’essere che oggi è… ormai, senza una vera rivoluzione culturale, senza un nuovo Rinascimento che rimodelli i popoli italici tutti, questa nazione e specialmente questo nostro Sud, dimenticato e sempre più spopolato e vecchio, sono destinati alla fine per innaturale estinzione.

Eppure i cinesi sono chiassosi, variopinti, insofferenti al traffico e alle code, non sempre educati, scatarranti e sputacchiosi, chiacchieroni, sempre affollati, dalla cucina con odori penetranti e forti, eppure, come per un magico sortilegio, il territorio è sempre pulito, le città linde e funzionanti, le auto (tutte di grossa cilindrata, europee o giapponesi, o marca nazionale “Stella rossa”) lavate di fresco. Questa nostra misera nazione, invece, che si perde nei melmosi meandri di una politica inconcludente, che ha fatto del proprio Mediterraneo, anziché l’Eldorado che meritava, anziché l’ “isola che non c’è” a cui era destinato, la colonia interna da sfruttare e quindi far scomparire socialmente, patria di rifiuti tossici e corruzione, non ha nel proprio orizzonte neppure un briciolo dell’avvenire immaginato e realizzato da altri popoli della terra. Rimaniamo in un orticello di provincia, a ricamare panegirici di sempre più improbabili personaggi, mentre altri, anche se coi loro problemi ancora irrisolti, come un certo inquinamento dell’aria per la Cina, galoppano il futuro. Una nazione che permette l’espatrio di centomila laureati in dieci anni, ha già chiuso i battenti, ha già rinunciato ad ogni prerogativa. In Cina sono già un miliardo e trecento milioni, non hanno proprio bisogno di nessuno di noi, lavoriamo qui, per il futuro.

Forse, dico forse, potremmo ancora farcela, specie i giovani, speriamo! Anche a costo di implorare il partito unico, come lassù, in Cina.

Xian China Terra Cotta Warriors

Xian Cina esercito di terracotta

muraglia cinese

La Grande Muraglia Cinese

Autore: Antonio Pulcrano

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