Cosa è l’amianto

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L’amianto è un minerale naturale a struttura microcristallina e di aspetto fibroso appartenente alla classe chimica dei silicati e alle serie mineralogiche del serpentino e degli anfiboli. Si ottiene a seguito di un’attività estrattiva, e il suo nome deriva dalla parola Asbesto che tradotto significa “Che non si spegne mai”. La sua composizione chimica è variabile ed è costituita appunto da fasci di fibre molto fini, tanto che in un centimetro lineare si possono allineare fianco a fianco 335.000 fibrille di amianto paragonato alla quantità di 250 capelli per il solito spazio di un centimetro, fa capire quanto siano sottili.

Per la normativa italiana sotto il nome di amianto sono compresi 6 composti distinti in due grandi gruppi: anfiboli e serpentino, l’amianto serpentino è composto principalmente da amianto cosiddetto bianco chiamato anche crisotilo, dall’aspetto sfrangiato. L’altro chiamato anfibolo è composto da crocidolite (amianto blu), amosite, e tremolite, l’amosite e pochi altri.

É stato così largamente usato per le sue eccezionali proprietà di resistenza al fuoco, di isolamento termico ed elettrico, per la facilità di lavorazione (struttura fibrosa), di resistenza agli acidi ed alla trazione, è facilmente mescolabile ad altre sostanze (cemento), dotato di capacità fonoassorbenti e per ultimo ma non trascurabile l’aspetto che aveva un basso costo.

Considerate queste caratteristiche, ha trovato largo utilizzo nei campi dell’Edilizia, dell’Industria e dei Trasporti, sotto forma di innumerevoli manufatti. Era presente nelle frizioni e nei freni degli autoveicoli e dei treni (adesso non più), come materiale isolante, materiali fonoassorbenti, coperture di edifici industriali (Eternit), tubazioni, serbatoi, cassoni e guarnizioni. Inoltre l’amianto è stato utilizzato in maniera insolita per produrre imballaggi, carta e cartoni, pavimentazioni (linoleum) tessuti ignifughi, per l’arredamento di teatri e cinema e addirittura nell’abbigliamento.

In Italia l’attività estrattiva era svolta presso la miniera di Balangero (Piemonte) adesso chiusa per procedere alla bonifica dell’area. Nel nostro paese il boom è avvenuto negli anni che vanno dal 1960 al 1990 in corrispondenza appunto del boom economico, e già nel 1983 in accordo con una direttiva CEE, è vietata anche in Italia l’applicazione dell’amianto spruzzato in edilizia, ma solo nel 1992 viene vietata la produzione e il commercio di manufatti contenente amianto con la cessazione di tutte le attività di estrazione, importazione, ed utilizzo.

Fibra-di-amianto

La pericolosità dell’amianto consiste, infatti, nella capacità che il materiale ha di rilasciare fibre potenzialmente inalabili dall’uomo, fibre che hanno la caratteristica di dividersi in senso longitudinale anziché trasversale come le altre tipologie di fibre. I materiali più pericolosi sono ovviamente quelli contenenti amianto friabile, il cemento-amianto (o Eternit) ha una pericolosità molto inferiore dato che le fibre al suo interno sono presenti in misura dal 10% al 15%, rispetto ai materiali friabili che possono arrivare anche al 100% di presenza di fibre. La sua pericolosità è comunque legata allo stato di conservazione. Non sempre l’amianto, però, è pericoloso; lo è sicuramente quando può disperdere le sue fibre nell’ambiente circostante per effetto di qualsiasi tipo di sollecitazione meccanica, eolica, da stress termico, dilatamento di acqua piovana. Per questa ragione il cosiddetto amianto friabile che cioè si può ridurre in polvere con la semplice azione manuale è considerato più pericoloso dell’amianto compatto che per sua natura ha una scarsa o scarsissima tendenza a liberare fibre.

Ebbene, nonostante tutta questa acclarata e riconosciuta pericolosità, in località Pianodardine, nel Comune di Avellino, Campania, Sud Italia, per anni è rimasta in funzione una struttura atta alla bonifica dei vagoni ferroviari FS, con decine di addetti. Ancor oggi muore gente, tra gli operai che vi hanno lavorato, le famiglie degli operai che vi hanno lavorato e tra la popolazione che abita nei pressi della “fabbrica”. Questo sito ora è chiuso, per fortuna, ma costituisce una pericolosissima bomba ecologica, in quanto tutto ciò che vi era dentro lì è rimasto, vagoni aperti sono ancora nel luogo, mentre la Magistratura da anni e anni, conduce ormai sterili indagini alla ricerca di improbabili e dimenticate responsabilità.

Intanto qualcuno, ogni tanto, come un tragico appuntamento, ancora ci muore.

 

Autore: Antonio Pulcrano

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